Cambogia: Passato e presente






Nell’Aprile del 1975 il regime comunista khmer effettuò una delle più brutali e radicali ristrutturazioni della società cambogiana.

L’obiettivo prefissato era di raggiungere una società di tipo maoista, basata sull’agricoltura, capeggiata da un singolo individuo che si faceva chiamare “Fratello Numero Uno”, all’anagrafe Pol Pot .

Proclamando l’Anno Zero, il regime khmer arrestò il mercato finanziario, i servizi postali e chiuse in una morsa Phnom Phen permettendo l’arrivo e la partenza di pochissimi aerei, per anni.

L’intera popolazione della città era stata mandata nelle province e costretta a lavorare duramente nei campi, ricevendo pochissimo cibo.

L’organizzazione chiamata Angkor deteneva il potere, obbligando la gente a vivere nelle comuni, dando loro solo pochi frutti del proprio lavoro. Centinaia di migliaia di persone morirono di fame, e molti furono giustiziati, colpevoli di essere stati precedentemente dei colti e sani cittadini.

Il cibo, che era distribuito unicamente dall’organizzazione Angkor, consisteva in poco acquoso porridge e riso.

Il lavoro da eseguire era incessante e faticoso. La malaria, la dissenteria ed altre malattie decimarono soprattutto i bambini, uccidendone a migliaia. Secondo le ultime stime morirono 2,5 milioni di cambogiani, circa il 30% della popolazione. Il governo comunista khmer durò tre anni, otto mesi e ventuno giorni.

Il regime fu finalmente spodestato nel gennaio del 1979 grazie all’intervento dell’esercito vietnamita. Da allora il processo di ricostruzione e rinascita della Cambogia ha intrapreso un lungo, difficile percorso.

Pol Pot continuò ad operare fino alla fine degli anni ’80 nella zona al confine con la Thailandia, ed i comunisti khmer rimasero attivi in politica per tutti gli anni ’90.

Nel 1999 ci furono le prime elezioni democratiche ma gli episodi di violenza si perpetrarono fino al 2003.

Oggi la Cambogia è vittima di una sfrenata corruzione  dilagante tra i rappresentanti del governo a tutti i livelli, e si può dire che lo sviluppo e l’industria sono praticamente in stallo. Le entrate pubbliche e l’economia sono sostenute da donazioni internazionali e solo le briciole raggiungono la popolazione.

Lo stipendio medio in Cambogia alla fine 2004 era di 48 dollari al mese. Gli ospedali e le scuole sono abbandonati. La maggior parte della popolazione vive in miseria e molti sono costretti a raccogliere tra i rifiuti i materiali riciclabili che saranno rivenduti per guadagnare meno di 1 euro al giorno. La polizia non si occupa di aiutare la gente, non esistono servizi sociali e sanitari per prendersi cura di coloro che stanno nelle peggiori condizioni.
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